Hvítserkur è un famoso e particolare faraglione di basalto sulla costa nord dell’Islanda, caratterizzato per la sua forma curiosa che può sembrare ricorda un grande animale che beve dal mare, un drago, un rinoceronte o un dinosauro.

Il nome “Hvítserkur” significa “camicia da notte bianca” e deriva dal colore chiaro del guano degli uccelli marini che nidificano sulla roccia e che si vede in modo evidente anche da lontano.
Esistono alcune leggende su questo faraglione:
Secondo la tradizione locale, Hvítserkur era un troll che viveva sulla costa di Strandir, di fronte alla penisola di Vatnsnes. Esasperato dal suono delle campane del convento di Þingeyrarklaustur (o della chiesa di Þingeyrar, a seconda delle versioni), decise di andare a distruggerle. Calcolò male il tempo del tragitto: fu sorpreso dall’alba ancora in mare aperto e, come tipico dei troll nella mitologia norrena, venne trasformato in pietra dai primi raggi del sole. Il faraglione che vediamo oggi sarebbe quindi il suo corpo pietrificato, bloccato nell’atto di avanzare verso la costa.
Esistono altre leggende, alcune raccontano di un troll che voleva “rubare” le campane del convento, altri dicono che volesse semplicemente abbatterle per farle tacere. Tutte le leggende fanno riferimento ad un troll pietrificato (molto comune nelle leggende islandesi).

Come raggiungerlo:
Si raggiunge in auto deviando dalla Ring Road e percorrendo la strada sterrata 711 (Vatnsnesvegur) per circa 30–40 km fino al parcheggio panoramico.La strada è percorribile con auto tradizionali anche se è sterrata (non serve il 4×4). Si può vedere dall’alto, ma consiglio un sentiero di circa mezz’ora che porta alla spiaggia da cui si può vedere. Quando c’è la bassa marea si può arrivare fino alla base del faraglione.
Posizione esatta in maps